Vediamo come combattere l’ansia o un attacco di panico grazie alla respirazione.
Se hai avuto sintomi dell’ansia probabilmente ti sei imbattuto in questa scena:

Paziente: “Ho paura, non respiro, sembra che non passi l’aria nella gola”.

Terapeuta: “E lei se ritorna con il ricordo all’attacco di panico, a come respirava, le sembrava di respirare normalmente, più veloce e o più lentamente?”

Paziente: “ sicuramente più veloce e profondamente, dovevo accertarmi di stare respirando e quindi facevo bei respiri intensi oppure più brevi e veloci, tanto che arriva fino farmi male lo sterno”.

Questo è un tipico stralcio di un colloquio riguardante il più comune sintomo respiratorio dell’attacco di panico, l’iperventilazione.

L’iperventilazione, cioè respirare con una frequenza e/o con una profondità eccessiva rispetto alle esigenze dell’organismo, produce delle modificazioni fisiologiche e dei sintomi che possono spaventare.

 

Alzi la mano chi di noi, quando è in una stanza poco arieggiata, non fa dei bei gran respiri per prendere più ossigeno disponibile?

Oppure alzi la mano chi dopo, una bella corsa veloce, non si ritrova a fare dei respiri brevi e ravvicinati e  a provare un fastidio toracico.

Normalmente questi  comportamenti respiratori non generano ansia, ma sono vissuti come tipiche reazioni fisiologiche in risposta ad eventi esterni.

Quando si soffre di attacchi di panico  l’iperventilazione che rappresenta una risposta automatica alla  percezione di un pericolo imminente, provoca un aggravamento dei sintomi percepiti e il conseguente mantenimento del problema.

L’iperventilazione produce uno squilibrio nei rapporti tra ossigeno e anidride carbonica, riducendo notevolmente quest’ultima, condizione nota come ipocapnia.

Ecco i sintomi causati da vari livelli di iperventilazione.

Un livello lieve di iperventilazione produce:

  • vertigini
  • sensazione di testa leggera
  • sensazione di stordimento
  • sensazione di irrealtà e di stranezza del proprio corpo
  • sensazione di confusione
  • perdita di giudizio critico

Un eccesso di respirazione più prolungato o vigoroso produce:

  • intorpidimento
  • bocca e gola secche
  • sensazione di formicolio alle mani, piedi, viso
  • sudorazione
  • tachicardia
  • tintinnii alle orecchie
  • tremori
  • sensazioni di irrealtà, panico e paura

Un eccesso respiratorio ancora più vigoroso e prolungato può causare:

  • crampi muscolari
  • forti dolori e tensioni toraciche
  • rigidità ad artiglio di mani e piedi
  • sensazione di mancanza d’aria (tale sensazione è tra le più temute e può indurre a respirare ancora più profondamente peggiorando i sintomi).

 

Ma ecco la buona notizia…..se il processo respiratorio è la causa, il processo respiratorio è anche la soluzione.

In un percorso terapeutico cognitivo-comportamentale si offre al paziente la possibilità di acquisire consapevolezza circa la disfunzionalità del proprio respiro e strategie adatte a favorire il ripristino di un corretto rapporto fra ossigeno e anidride carbonica che modifica le percezioni  corporee che creano allerta e paura.

 

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Se vuoi posso darti 4 semplici strumenti per poter gestire  l’ansia o un attacco di panico grazie alla respirazione.

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