La sessuologia è una disciplina che mette al centro del suo interesse il comportamento sessuale, normale e/o patologico, e si occupa di studiarne le manifestazioni in relazione anche al contesto sociale dell’individuo.
Di sessualità, procreazione, contraccezione se ne parla dalla notte dei tempi. Naturalmente in modo scientifico in tempi relativamente recenti, ma è solo con la rivoluzione industriale e la possibilità tramite strumenti, quali il microscopio, di avere informazioni corrette sul funzionamento del corpo umano e si inizia a conoscere la base biologica della risposta sessuale.
Il sessuologo, medico o psicologo, è un professionista che si occupa della salute sessuale dell’individuo.
Il sessuologo per poter svolgere il proprio compito deve sapere di anatomia, psicologia e sociologia.
Il comportamento sessuale è la manifestazione di un corpo mente e cultura, è una risposta complessa, è la metafora del nostro vivere, di come viviamo la vita.
Un buon funzionamento sessuale, individuale e di coppia, è indice di un buon stato di salute, fisico, psicologico, relazionale.
Infatti non tutti sanno che un deficit erettile può essere indicatore di disturbi cardiocircolatori, oppure che per avere una sessualità soddisfacente bisogna avere abilità psicologiche come il lasciarsi andare, la curiosità e la voglia di scoprire e di stare in ascolto di sé e dell’altro.
Ecco perché una sessualità insoddisfacente non significa “non avere tecnica” ma, una volta esclusi problemi organici, vuol dire non essere nelle condizioni psico-emotive corrette, significa lavorare su di sé e/o sulla coppia per rimuovere gli ostacoli che non permettono di accedere ad una buona sessualità che possono far riferimenti a tabù, credenze erronee, difficoltà di comunicazione con il partner, stress e molto altro.
La sessualità è un Bene della persona che si può vivere, anche in coppia, all’interno del proprio progetto di vita, nel rispetto di se e degli altri.
La sessuologia come disciplina non si occupa solo delle disfunzioni sessuali ma anche di fornire una corretta informazione, che sia scientificamente fondata, di intervenire mediante programmi di prevenzione ed informazione sui fattori che favoriscono il benessere sessuale.
Vediamo per esempio una domanda che mi viene spesso fatta dai genitori “mio figlio di 4 anni si tocca, sembra che si masturbi, cosa vuol dire, come aiutarlo a smettere?
Come psicologa-sessuologa mi occupo spesso di fornire le corrette informazioni circa certi comportamenti, che se non letti correttamente potrebbero essere mal interpretati portando a soluzioni inefficaci.
Infatti, l’autoerotismo che compare nei bambini di 3/4 anni è ancora oggi percepito come un tabù. In realtà ha una funzione molto importante.
Ad esempio il bambino piccolo scopre il proprio schema corporeo attraverso il tocco del proprio corpo, comprende i confini tra sé e l’altro, tra ciò che è rispettoso di sé e ciò che non lo è attraverso la giusta distanza con l’altro. I bambini hanno una sessualità già al momento della nascita. Provano piacere al contatto, si esplorano e sono incuriositi dall’altro. Il significato che ne danno è diverso, non è collegato al piacere orgasmico.
La masturbazione infantile, non ha nulla a che vedere con la masturbazione adulta, rappresenta spesso un comportamento consolatorio e antistress, ma l’errata concezione da parte degli adulti che vivono tale comportamento in modo erotizzato crea tensione nella relazione adulto-bambino, che subisce pressioni affinché interrompa tale comportamento non riuscendo ad offrire al contempo un comportamento alternativo al bisogno espresso con il comportamento masturbatorio.
Riprendendo la domanda dei genitori preoccupati, spiegherei cos’è l’autoerotismo infantile, la sua funzione antistress e riempitiva di uno stato di noia, inviterei i genitori ad osservare quando avviene, a scoprirne il significato ed ad insegnare al bambino comportamenti diversi per raggiungere il suo obiettivo.
Ad esempio, se il bambino si annoia quando i genitori preparano la cena e non gli dedicano attenzione e con la masturbazione ha imparato a passare il tempo o ad attirare l’attenzione perché lo sgridano, suggerirei ai genitori di occupare il tempo del figlio in modo utile, di coinvolgerlo maggiormente. La masturbazione così sparirà.
Se nel mondo animale la sessualità ha solo una funzione riproduttiva, nell’essere umano ha ancora una funzione riproduttiva ma anche ludica e relazionale, è un modo per entrare in contatto con se stessi e con gli altri, è un elemento di espressione della propria personalità.
La sessualità come detto è presente dalla nascita fino alla morte ed in tutte le condizioni di vita, handicap mentale e disabilità fisica.
Il sessuologo si occupa di:
Favorire conoscenza del corpo umano e del suo funzionamento soprattutto per ciò che riguarda la sessualità.
Favorire nelle persone la capacità di fare scelte consapevoli verso se stesse ed il partner.
Favorire la capacità dell’individuo di esprimere sentimenti e bisogni, di vivere con piacevolezza la sessualità e l’intimità come scelta libera e consapevole.
Favorire la capacità di porsi adeguatamente in relazione all’altro, per quanto riguarda sentimenti, affetti e intimità sessuale.
Favorire una corretta conoscenza nella popolazione mediante programmi di psico-educazione.
Per quanto riguarda le disfunzioni il sessuologo si occupa di intervenire su tutte quegli aspetti della risposta sessuale che creano sofferenza all’individuo o alla coppia.
Di seguito una breve descrizione degli ambiti di competenza sessuologica.
– Disturbi del desiderio maschile e femminile:
Vi è un assenza nel desiderio di coinvolgersi in attività sessuali; può essere in relazione a tutte le forme di espressione sessuale, bacio, masturbazione, tocco, o specifico, per esempio, non desiderio di rapporto completo ma si per la masturbazione.
È un disturbo che, nella mia esperienza professionale, crea molto disagio, soprattutto a livello di coppia, i partner si sentono rifiutati e alimenta la chiusura.
Il disturbo del desiderio è l’espressione spesso di altre problematiche come difficoltà di coppia, stile di vita stressante, stimolazione sessuale non adeguata, problematiche mediche, aspettative errate sula sessualità.
Appare quindi importante rivolgersi ad uno specialista per intervenire al meglio su questa problematica.
– Disturbi dell’orgasmo maschile e femminile.
Si caratterizzano per una persistente, assenza o ritardo, nel conseguimento dell’orgasmo a seguito di una normale fase di eccitazione sessuale.
Farmaci e malattie possono interferire con l’espressione orgasmica. È importante, quindi, prima escludere patologie fisiche prima di lavorare sulla componente psicologica ed emotiva.
– Eiaculazione precoce.
E’ presente nel 30% della popolazione maschile, è spesso di natura psicologica ed è associata ad uno stile ansioso di personalità. È fondamentale lavorare non solo con prescrizioni mansionali ma anche aiutare il paziente a modificare il suo stile di pensiero. Non intervenire sul disturbo conduce ad un inibizione dell’attività sessuale.
– Vaginismo/dispareunia.
Con questi termini si fa riferimento a disturbi sessuali caratterizzati da dolore che la donna prova nel rapporto. In questi casi è fondamentale un intervento integrato medico-psicologico per intervenire sia sulla componente organica che su quella psicologico-emotiva che accompagna e, talora nel caso del vaginismo, mantiene il disturbo.
– Difficoltà relazionali e di coppia.
La sessualità è una componente importante del benessere di coppia. L’associazione degli avvocati matrimonialisti in una sua indagine ha evidenziato che 3 matrimoni su 10 finiscono proprio per insoddisfazione sessuale che conduce ai cosiddetti “matrimoni bianchi” o al tradimento. E’ quindi evidente come sia importante rivolgersi ad un professionista qualificato per intervenire su questo aspetto.
– Difficoltà legate al comportamento sessuale nelle diverse fasi del ciclo di vita (adolescenza, menopausa, terza età).
La sessualità cambia ed evolve nel tempo. Rivolgersi ad un professionista permette di vivere al meglio la sessualità in ogni fase di vita. Ad esempio molte coppie faticano a ritrovare una sintonia sessuale dopo la nascita di un figlio. Oppure la menopausa e l’andropausa richiedono un modo diverso di relazionarsi rispetto all’età giovanile.
– Disagi emotivi legate all’identità di genere o all’orientamento sessuale.

Il sessuologo, quindi è uno specialista specificatamente preparato che si occupa di accompagnare la persona/ coppia nello sviluppare il proprio benessere sessuale per tutto l’arco di vita, lavora in sintonia con i valori dell’individuo e/o del partner favorendo l’espressione di una sana vita sessuale.